Il Quartetto di Livorno per il Premio Ciampi 2016 a La Goldonetta

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Per il Premio Ciampi 2016, nella serata conclusiva, il Quartetto di Livorno di Andrea Pellegrini presenterà l’album “Fino all’ultimo minuto”.

Le musiche di Piero Ciampi riarrangiate in Jazz, questo il concerto che chiuderà il Premio Ciampi 2016 a La Goldonetta.

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Concerto di presentazione del Cd. Sabato 26 novembre 2016 a La Goldonetta

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“Fino all’ultimo minuto – Le musiche di Piero Ciampi in jazz”.
Quartetto di Livorno di Andrea Pellegrini.
Tony Cattano, trombone,
Andrea Pellegrini, pianoforte,
Nino Pellegrini, contrabbasso,
Michele Vannucci, batteria.
Special guest: Scott Hamilton, sax.
Arrangiamenti di Andrea e Nino Pellegrini.

 

Dopo un’anteprima realizzata la scorsa estate al Centro Basaglia di Livorno, il Quartetto di Livorno di Andrea Pellegrini presenta al Premio Ciampi 2016 il primo Cd di jazz ispirato e dedicato a uno dei piu’ grandi e amati poeti e cantautori del ‘900 italiano: Piero Ciampi.

La band, dopo aver pubblicato nel 2008 un primo Cd (con Tino Tracanna e Dimitri Grechi Espinoza, sax, e Riccardo Jenna, batteria) ispirato a Fattori e altri Macchiaioli e post – Macchiaioli livornesi (“Progetto Macchiaioli”) nel centenario della morte di G. Fattori, nel 2014 ha pubblicato il Cd “Modigliani – il tratto, l’Africa e perdersi” (qui Michele Vannucci è subentrato a Riccardo Jenna e Tony Cattano a Dimitri G. Espinoza) abbinato al libro di Andrea Pellegrini “Mirabolanti Avventure di un Jazzista” (Erasmo ed., Livorno) con lo stesso intento di confrontarsi con i grandi artisti nati o vissuti a Livorno nel passato.

Il Cd “Fino all’ultimo minuto”, realizzato con un ospite speciale (Francesco Pellegrini, fagotto), dice Pellegrini, “è dedicato a un grande poeta  – perché si tratta essenzialmente di poesia, ovvero il porsi in rapporto con la realtà e descriverla – nato in questa strana città, generosa nel dare la luce ma avara nel mantenerla e crudele nell’oscurarla, musa ispiratrice ma spesso traditrice e ladra… Intorno a Ciampi è fiorita una miriade di progetti in omaggio alla sua figura e al suo contributo alla canzone del secondo ‘900 italiano. Come accade spesso in Italia, però, ci si è rifatti troppe volte a luoghi comuni superficiali e irrispettosi o ad un’emulazione pigra e automatica: Ciampi ubriacone e matto, insofferente e irascibile, ribelle “di default”. Allo stesso tempo si fanno sforzi sovrumani per conciliare questa visione con l’altra che lo vuole amante appassionato e tenace, profondo poeta e magari un intellettuale. Delle due l’una, sempre ammesso che per rendergli omaggio si debba prima definirlo. A noi questo approccio non piace. Un artista si mette in relazione col mondo e lo racconta: perché definirlo? Si puo’ solo, a nostra volta, mettersi in relazione con lui e raccontarlo. Così, tanto per cominciare, lo raccontiamo senza le parole. Spesso nell’arte “meno” è “di più”, veramente; come nella scultura, spesso si raggiunge la forma togliendo, non aggiungendo… Ma come fare a meno del lancinante “Figli, come mi mancate!” o del primo, sano potente “vaffanculo” della canzone italiana? Come fare a meno della “polvere” che “si alza” evocativa e nebbiosa o dei tanti nomi di donna con cui Ciampi ha circondato un’ideale legato a frustrazioni e dolori antichi, o del “porto di Livorno”, o delle tridimensionali descrizioni delle scene di vita quotidiana raccontate con parole crude, iperrealiste, degne del miglior cinema italiano?Beh, la visione obliqua con la quale ci siamo accostati a Ciampi è mediata dal nostro essere essenzialmente strumentisti. Una visione in bianco e nero che azzera i colori forse, ma accentua contrasti, ombre e luci. Toglie il significato e esaspera il significante, ammesso che la musica “significhi”. Toglie il messaggio e lascia il codice, nudo; il codice si fa messaggio, potente come il cacciucco o dolce come un amore. Togliendo le parole si arriva ai profondi fatti psichici che solo il suono può raccontare. Un tratto fatto di macchie di vino; un percorso intimo in cui la luce si fa strada fra le fronde e illumina, sorprendente e sorpresa, quelle parole che non possono essere viste perché se le guardi si spostano; le parole profonde che governano il mondo, l’uomo, la sua piccola strada fra grandi stelle eterne e lo guidano, se solo ha il coraggio di non guardare”.
il Cd è stato prodotto dal Quartetto di Livorno in collaborazione col Premio Ciampi 2016. E’ possibile acquistarlo on-line su jazzos.com.

Assistente di produzione: Chiara Carboni.

Grafica: Riccardo Bargellini. Opere pittoriche di Riccardo Bargellini dalla serie “Pourquoi?”, 2005.

Registrato, mixato e masterizzato presso Il Poderino della Gioiosa Recording Studio di Francesco Landucci nei giorni 30 e 31 maggio 2016.

I brani contenuti nel Cd:

1 – HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA (Ciampi – Marchetti)

2 – SPORCA ESTATE (Ciampi – Marchetti)

3 – LA POLVERE SI ALZA (Litaliano – Reverberi)

4 – FINO ALL’ULTIMO MINUTO (Litaliano – Reverberi)

5 – IL VINO (Ciampi – Marchetti)

6 – IO E TE, MARIA (Ciampi – Marchetti)

7 – LIVORNO (Ciampi – Marchetti)

8 – IL MERLO (Ciampi – Marchetti – R. Ciampi)

9 – HAI LASCIATO A CASA IL TUO SORRISO (Litaliano – Reverberi)


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